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I post taggati con "spray peperoncino"

Blog Spray antiaggressione
Uso improprio dello spray urticante: condannata la banda di Piazza San Carlo

Poco più di 10 anni di condanna: questa la sentenza di primo grado del Tribunale di Torino nei confronti della banda dello spray peperoncino a due anni dai tragici fatti di Piazza San Carlo, in occasione della finale di Champions League tra Juve e Real Madrid del 3 giugno 2017. Detenzione, dunque, per i quattro giovani marocchini che tentarono di mettere in atto diverse rapine con lo spray OC tra le migliaia di tifosi presenti in piazza, ignari (forse) delle drastiche conseguenze che il loro folle gesto avrebbe potuto generare. Una serata che, da festa sportiva, si era presto trasformata in una tragedia con un bilancio pesantissimo di due morti e quasi 1700 feriti. Per questo, i quattro componenti della gang erano stati accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni, rapina e furto.

 

Sgominata la banda di Piazza San Carlo che rapinava con lo spray urticante

 

Al di là di come si chiuderà l’intero iter giudiziario, la sentenza del Tribunale di Torino mette in risalto due aspetti strettamente correlati che meritano una riflessione. Il primo, è quello che riguarda l’uso inappropriato di un dispositivo di difesa personale valido ed efficace. Sprayantiaggressione.it, pur essendone rivenditore sicuro e affidabile di prodotti legali, condanna fermamente questo fenomeno divenuto ormai un passatempo soprattutto per gli adolescenti, e cerca da sempre di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un suo corretto utilizzo.

 

In secondo luogo, la sentenza ha dimostrato ancora una volta come utilizzare lo spray antiaggressione per puro divertimento, oltre a scatenare situazioni di panico e terrore specie in luoghi affollati (vedi ad esempio tragedia di Corinaldo), potrebbe avere conseguenze drammatiche per la vita delle persone. Ma, soprattutto, il verdetto dei giudici ha dimostrato, se vogliamo, anche l’esistenza di una pena certa in casi come questo. Una pena che cambierà sicuramente la vita dei quattro ragazzi della gang, ma che non restituirà quella di chi l’ha persa a causa delle triste vicende di quella maledetta sera.

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Medici e infermieri: l’autodifesa arriva anche tra i reparti degli ospedali

Minacce verbali, intimidazioni e aggressioni fisiche: sono le angherie che quotidianamente subiscono migliaia di medici e infermieri durante l’orario di lavoro. Quello dei maltrattamenti nei confronti degli operatori sanitari all’interno degli ospedali sta diventando un fenomeno deprecabile sempre più diffuso, al punto che c’è chi ha pensato bene di dotarsi addirittura dello spray antiaggressione.

 

In effetti, i casi di cronaca che raccontano di aggressioni da parte di utenti e pazienti nei confronti del personale sanitario si sommano con estrema facilità negli ultimi tempi, senza considerare i tentativi di violenza sessuale subiti dalle dottoresse di guardia. E questo rappresenta davvero un grosso problema per medici e infermieri, già alle prese con evidenti carenze di carattere organizzativo, logistico e, soprattutto, numerico in molte delle nostre regioni. La vigilanza privata è un servizio non sempre presente e spesso anche costoso, e comunque non sempre in grado di garantire un livello di sicurezza adeguato.

 

aggressioni negli ospedali: medici e infermieri con lo spray peperoncino

 

Per capire la gravità della situazione basta sfogliare le pagine dei quotidiani locali. Un esempio concreto è quanto accaduto alcuni giorni fa all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania (SA), dove un pregiudicato, ferito alla mano con una motosega, ha aggredito medico e infermiere di turno senza un apparente motivo. Ancora più eclatante è l’aggressione fisica subita da una dottoressa del Pronto Soccorso dell’ospedale di Treviglio (BG) messa in atto da una donna perché stanca di aspettare il proprio turno di visita. Ma questi sono solo alcuni degli innumerevoli fatti di cronaca.

 

Un’emergenza quotidiana che medici e infermieri sono stanchi di tollerare e affrontare da soli. Per questo nei nosocomi aumentano iniziative come corsi di autodifesa, nei quali viene spiegato anche come relazionarsi per gestire al meglio queste situazioni incresciose. Ma, come detto, c’è chi ha pensato anche di dotarsi di validi strumenti di difesa personale come lo spray peperoncino. È il caso di medici e infermieri del Centro di Igiene mentale di Eboli, costretti a lavorare in un clima perennemente ostile. Una decisione forte che potrebbe sembrare una provocazione, dovuta all’immobilismo delle autorità competenti, ma che invece è dettata dall’esigenza di difendere la propria incolumità fisica e psicologica.

 

Alessandro Farucci

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Legge Legittima Difesa: meglio un’arma o uno spray peperoncino?

Con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti il Senato ha approvato in terza lettura il disegno di legge sulla legittima difesa in Italia. Un provvedimento voluto fortemente dalla Lega, contestato da parte delle opposizioni e dalla stessa ANM - Associazione Nazionale Magistrati – che la taccia di incostituzionalità. Ma cosa cambia in realtà e come si inserisce in questo contesto l’uso dello spray peperoncino?

Con la riforma sulla legittima difesa vengono apportate importanti modifiche al Codice Penale, in particolare agli artt. 52 e 55. Ma procediamo con ordine. Con la modifica dell’art. 52 comma 2 del c.p., la legittima difesa sarà sempre presunta in quanto sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. In sostanza, la modifica consente di utilizzare “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per la difesa legittima della “propria o altrui incolumità” o dei “beni propri o altrui” nei confronti del malintenzionato che si introduce con violenza o minaccia nel domicilio altrui (inteso anche come negozio, azienda ecc).

Altra modifica sostanziale è quella dell’art.55 c.p relativo all’”eccesso colposo”: è esclusa la punibilità di chi “trovandosi in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo, si difende per la salvaguardia della propria o altrui incolumità”.

 

Legittima difesa: arma o spray peperoncino?

 

La riforma, inoltre, porta anche ad un inasprimento delle pene: fino a 4 anni di carcere per violazione di domicilio, 6 anni per furto in abitazione e 7 anni per rapina. C’è poi tutto il discorso riguardante la non responsabilità civile per colui che si è legittimamente difeso (se assolto in sede penale), l’indennità al danneggiato e il patrocinio gratuito dello Stato a favore della persona nei confronti del quale è stata disposta l’archiviazione, proscioglimento o non luogo a procedere. Priorità, infine, sarà data ai processi per omicidio colposo e lesioni personali colpose nella formazione dei ruoli di udienza.

Una riforma che, dicevamo, è stata duramente contestata non solo dai magistrati ma anche dallo stesso sindacato di Polizia, per la quale l’uso legittimo delle armi è consentito solo se costretti dalla necessità provata. Tuttavia, l’utilizzo di un’arma o di qualsiasi oggetto contundente in grado di uccidere può  sempre avere implicazioni di natura giudiziaria, sociale e morale.

Anche in questo riformato contesto normativo bene si inserisce uno strumento di autodifesa legale come lo spray antiaggressione, assolutamente idoneo a tutelare l’incolumità propria e quella degli altri anche nei casi di violazione di domicilio, ma il cui utilizzo nei confronti del malintenzionato tende ad escludere qualsiasi ripercussione processuale a condizione che venga pienamente rispettata la conformità alle disposizioni di legge (D.M 103/2011).

 

Alessandro Farucci

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Uso spray peperoncino: arrivano chiarimenti del Viminale alla Camera

Lo spray peperoncino è tornato nelle ultime ore ad occupare il dibattito nelle aule delle istituzioni parlamentari. Ormai non si può negare la centralità di questo prodotto, che negli ultimi mesi ha conosciuto una diffusione massiccia tra i cittadini, ma anche una polarità impressionante per le note vicende di cronaca che lo vedono protagonista in negativo. Ed è proprio questo il punto: come abbiamo più volte sottolineato, sembrerebbe che si sia persa la percezione originaria dello spray di difesa personale, ovvero uno strumento il cui uso è consentito solo in casi di aggressione e pericolo per la propria persona.

 

Il motivo è da ricercare proprio nell’utilizzo improprio, che in alcuni casi si traduce in insulsi comportamenti di scherno, in altri in vere e proprie azioni finalizzate a commettere reati. A ricordare le limitazioni già applicate a questo strumento è stato il Sottosegretario all’Interno – Luigi Gaetti – nel corso di un’interrogazione alla Camera sulle iniziative per disciplinare le modalità di vendita degli spray OC.

 

Sottosegretario all'Interno Gaetti ricorda le limitazioni dell'uso spray peperoncino

 

Ricordando quanto importante sia questo prodotto per quelle persone (specialmente le donne) che si trovano in situazioni di pericolo, Gaetti ha voluto ancora una volta menzionare con il suo intervento in Aula quelle che sono attualmente le limitazioni a questo strumento di autodifesa già previste dal nostro ordinamento, ovvero le caratteristiche tecniche che ne conferiscono legalità e conformità al D.M. 103/2011, il quantitativo massimo di miscela, le percentuali di principio attivo contenuto nella gittata utile (non superiore a 3 metri) per non arrecare offesa alla persona, e non ultimo il divieto di vendita ai minori di 16 anni.

 

In sostanza, il Sottosegretario al Viminale ha voluto ribadire che ad essere in discussione non è l’utilizzo dello spray antiaggressione, quanto piuttosto l’uso distorto che può essere fatto e che d’ora in avanti sarà tassativamente perseguito dalle Forze dell’Ordine, soprattutto in contesti particolari. Del resto lo stesso ministro Salvini aveva in precedenza annunciato seri provvedimenti nei confronti di chi lo utilizza in maniera inappropriata, alla luce della tragedia in discoteca di Corinaldo lo scorso dicembre.

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Donne e spray urticante: si moltiplicano i corsi in Italia per imparare ad usarlo

Tornare a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla funzionalità e l’uso appropriato dello spray peperoncino legale è uno dei principali obiettivi dei tantissimi corsi di autodifesa rivolti alle donne organizzati in tutta la nostra penisola. Da nord a sud, cresce in misura esponenziale il numero di eventi destinati al gentilsesso, molti dei quali gratuiti, finalizzati all’insegnamento delle tecniche di difesa personale. L’obiettivo non è solo quello di capire come gestire con freddezza e determinazione situazioni di pericolo reale per la propria incolumità, ma soprattutto imparare ad utilizzare correttamente un dispositivo importante come lo spray al peperoncino, del quale se ne parla molto spesso con un’accezione negativa negli ultimi tempi.

  

In effetti, l’impressione generale è che la società civile di oggi lo percepisca più come strumento di offesa che di difesa. Certamente, i numerosi fatti di cronaca che vedono lo spray come assoluto protagonista in negativo non aiutano in tal senso: dalla moda demenziale di utilizzarlo ai concerti trap o rap come rito propiziatorio, alle rapine e all’impiego improprio nelle scuole e sui mezzi pubblici.

 

Corsi autodifesa femminile con spray urticante

 

Proprio per questo motivo, la mission dei professionisti della difesa personale è anche quella di far capire al mondo femminile e non, che avere uno spray OC significa poter contare su un alleato fondamentale e vincente in casi di aggressione. Non a caso, il numero di corsi in tutta Italia è più che raddoppiato negli ultimi due anni, e ad organizzarli non sono solo le palestre ma le stesse amministrazioni locali, la cui percezione del problema sicurezza dei cittadini sul proprio territorio è ovviamente più diretta.

 

Un esempio concreto è il corso di autodifesa interamente gratuito, tenutosi lo scorso 15 gennaio, organizzato dal comune di Sesto San Giovanni nell’ambito delle iniziative della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che ha fatto registrare numeri importanti in termini di presenze. Un’altra iniziativa da segnalare è “DONNASICURAmente”, ovvero un ciclo di incontri in programma in questo mese ad Arezzo nel corso del quale ci si soffermerà soprattutto sul corretto utilizzo dello spray urticante in caso di pericolo aggressione.

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Spray peperoncino: da strumento di autodifesa a prodotto mediatico

Lo spray peperoncino è sempre più al centro dell’attenzione mediatica nel nostro Paese, specialmente negli ultimi mesi. Se ne parla spesso (forse troppo) nei salotti della Tv, sui siti online di numerose testate giornalistiche, in radio e, ovviamente, sui social. Improvvisamente, l’informazione pubblica si occupa quotidianamente di questo strumento di difesa personale, analizzandone aspetti negativi e positivi, nonché i fenomeni sociali ad esso correlati.

 

Sono bastati alcuni episodi di cronaca negli ultimi mesi (l’ultimo la tragedia della discoteca di Corinaldo) a far scatenare un dibattito acceso circa la sua validità e utilità, e nell’opinione pubblica, e sui media. Insomma, ne parlano tutti. Eppure, appena qualche mese fa la parola “spray peperoncino” non era tra quelle più ricercate sul web, contrariamente a quanto accade oggi, dove commenti e discussioni si spendono facilmente: dai casi di cronaca che parlano di un utilizzo improprio delle bombolette OC nei luoghi pubblici, alle polemiche sulla necessità di commercializzarlo.

 

Dibattito spray peperoncino sui media

 

Talvolta, si ha come l’impressione che ad essere in atto negli ultimi mesi sia una vera e propria campagna di demonizzazione di questo dispositivo, divenuto anche oggetto di contrapposizione politica, tra chi ne difende la sua utilità sociale e chi lo identifica come mezzo che incita alla violenza. In altri termini, si è persa la concezione dello spray OC come un valido strumento atto a tutelare l’integrità fisica della persona in caso di aggressione.

 

Certamente, una riflessione seria sulle possibili conseguenze sociali che lo spray antiaggressione comporta soprattutto tra i giovani va fatta, così come sulla legalità e provenienza di alcuni di essi. Per questi motivi, si rende necessario oggi più che mai un intervento normativo concreto da parte delle istituzioni, allo scopo di regolamentare e rendere più restrittiva la vendita al dettaglio. Allo stesso tempo, è importante che anche l’informazione faccia la sua parte, disciplinando i cittadini a un utilizzo appropriato e necessario.

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Violenza femminile: arriva il “Codice Rosso”

Sempre all’ordine del giorno eppure ancora molto sottovalutato, il tema della violenza sulle donne, al quale Sprayantiaggressione.it si interessa da tempo e non solo attraverso la vendita di spray peperoncino, è al centro dell’attenzione mediatica in questi giorni per l’approvazione del Governo del cd “Codice Rosso”, il disegno di legge che accorcia i procedimenti penali in caso di violenza sulle donne.

 

In sostanza, il decreto va a modificare alcuni punti essenziali del codice di procedura penale: si comincia con l’art 347, in virtù del quale in caso di reati, maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni gravi da parte di parenti e/o conviventi della vittima, le forze di polizia hanno l’obbligo di trasferire la denuncia immediatamente alla Procura senza valutarne l’urgenza, contrariamente a quanto accade attualmente.

 

Dal momento in cui riceve la comunicazione della denuncia, il Pm avrà massimo 3 giorni di tempo per registrare e ascoltare la testimonianza della vittima (art. 362 c.c.p.). Con la modifica dell’art 370, invece, entro un anno dall’entrata in vigore del provvedimento polizia giudiziaria, carabinieri e Polizia di Stato avranno l’obbligo di formazione mediante corsi specifici finalizzati ad aumentare le competenze necessarie atte ad affrontare casi di violenza e confrontarsi con le vittime stesse: lo scopo non è solo quello di reprimere questa tipologia di reati ma anche prevenirli.

 

Spray peperoncino e violenza sulle donne: arriva il Codice Rosso

 

Il Consiglio dei Ministri, inoltre, ha stanziato un Fondo di emergenza di 33 milioni di euro per il 2019 a sostegno delle donne vittime di violenza.

 

Se per molti il Codice Rosso costituisce un valido strumento in grado di accelerare i procedimenti penali per questo tipo di reati, per altri non è sufficiente a contrastare questo fenomeno: stiamo parlando di alcune associazioni femministe e centri antiviolenza, i quali chiedono più fondi pubblici per servizi e strutture di accoglienza per le donne che fuggono dalla violenza.

 

Al di là della tutela di natura giudiziaria, la difesa personale rimane oggi più che mai la prima contromisura efficace per scampare al pericolo violenze: ecco perché il mondo femminile guarda con sempre maggiore interesse alle pratiche di autodifesa che prevedono anche l’utilizzo degli spray antiaggressione.

 

Alessandro Farucci

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Spray peperoncino e minori: un segnale di allarme arriva dalle scuole

Quello dell’utilizzo degli spray peperoncino nelle scuole sta diventando un fenomeno dilagante tra gli studenti italiani che merita un’adeguata riflessione sulle cause che lo determinano. Numerosi sono i casi di intossicazione all’interno delle classi negli ultimi mesi . L’ultimo in ordine cronologico avvenuto meno di un mese fa in un istituto superiore di Sarzana, in provincia di La Spezia, è a dir poco clamoroso: centinaia di studenti evacuati e 20 finiti d’urgenza al pronto soccorso.

 

A scatenare l’inferno un ragazzo di 20 anni, che aveva spruzzato apposta la bomboletta tra i compagni per gioco, ignaro, a suo dire, delle conseguenze del suo gesto. Uno scherzo che non gli ha tuttavia evitato una denuncia per procurato allarme e due settimane di sospensione, sostituite da un periodo di volontariato in un’associazione di pubblica assistenza.

 

Dilaga il fenomeno spray urticante nelle scuole

 

E a non essere risparmiate da questo fenomeno in tutta la penisola sono anche le scuole elementari. Ma al di là di quali possano essere le contromisure da adottare affinché gli studenti non commettano più questi gravi errori, rimane una questione di fondo importante: come è possibile che bambini o ragazzini di 10 o 15 anni entrino in classe con uno spray OC?

 

Sicuramente responsabile è la scuola stessa, rea di non monitorare sufficientemente il comportamento tenuto dagli studenti; ma ancora più grave è la totale superficialità dei genitori, che sembrano ormai non avere più contatto con la realtà. C’è poi il discorso della detenzione di spray urticante da parte dei minori: come più volte sottolineato da Sprayantiaggressione.it, è indispensabile cercare di comprendere in che modo e chi li fornisce nonostante il divieto di vendita agli under 16 imposto dalla legge.

 

E  proprio questo il principio da cui far partire una riflessione, ovvero non tanto il fatto che a mancare è la consapevolezza riguardo l’utilità e l’extrema ratio di utilizzo di questo prodotto, quanto proprio il fatto bambini e ragazzini non debbano esserne possessori a prescindere.

Alessandro Farucci

 

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Vendita spray peperoncino e limite di età: qualche rivenditore non rispetta la legge

Partiamo da un presupposto preciso: lo spray peperoncino deve essere concepito come uno strumento di autodifesa e non di offesa, il cui utilizzo è previsto solo in casi di aggressione inevitabile. Altro aspetto fondamentale: pur essendo uno strumento che non produce alcun danno permanente sull’aggressore (se legale), gli effetti che ne scaturiscono sono comunque tali da renderlo inerme per almeno mezz’ora, con disagi fisici temporanei come lacrimazione abbondante e difficoltà a respirare.

 

Tuttavia, nonostante in Italia esista un decreto ministeriale (D.M. 103/2011) che ne stabilisce parametri tecnici e limiti di età per l’acquisto, c’è sempre qualcuno tra i rivenditori di questo prodotto incurante di rispettare la legge. Certamente, nessuna responsabilità può essere ad essi imputata nel caso in cui l’acquirente lo utilizzi per ragioni che nulla hanno a che fare con l’autodifesa; ma grave è la vendita volontaria ad adolescenti al di sotto dei 16 anni, ossia la soglia minima di età prevista dalla legge per l’acquisto.

 

Alcuni rivenditori in Italia vendono spray peperoncino agli under 16

 

Un recente episodio di cronaca avvenuto qualche giorno in provincia di Lecco, dove in una scuola media una ragazzina di 11 anni ha pensato di usare lo spray OC per fare uno scherzo ai compagni finendo di intossicare 13 alunni, ha posto l’accento su un problema che non può essere sottovalutato: chi vende questo prodotto a minorenni al di sotto di 16 anni nonostante il limite di età imposto dalla legge? Nel nostro Paese, purtroppo, non sono pochi i rivenditori autorizzati a venderlo, come ad esempio le ferramenta, le farmacie e supermercati, ovvero luoghi dove la vendita al dettaglio di una bomboletta OC non è sempre vincolata all’accertamento dell’età di chi lo acquista.

 

Diverso è il discorso per i negozi online, ovviamente quelli affidabili e legali, sui quali esiste una tracciabilità delle operazioni di vendita e dove l’acquisto è sottoposto ad alcuni passaggi. Ad esempio, sul sito Sprayantiaggressione.it, l’e-commerce tutto italiano dedicato alla vendita di diverse tipologie di spray antiaggressione, l’acquisto del prodotto è vincolato alla registrazione dell’utente e quindi all’inserimento di dati identificativi, tra cui età e indirizzo e-mail.

Alessandro Farucci

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Spray peperoncino, ad agosto boom di vendite in Italia. Ma a scatenarlo è un video shock

È bastato un episodio di cronaca a far scatenare una corsa pazzesca all’acquisto di spray peperoncino in Italia nell’ultimo mese. Le immagini di un tentato stupro nei confronti di una ragazza nella stazione Garibaldi di Milano riprese dalle telecamere di videosorveglianza hanno fatto il giro del web e delle televisioni, mettendo in evidenza ancora una volta una problematica che nel nostro Paese ha ormai raggiunto livelli di criticità elevati: la violenza sulle donne.

 

Negli ultimi tempi l’attenzione dell’opinione pubblica verso fenomeni ripugnanti come femminicidio e stupri è diventata maggiore, alla luce dei numerosi fatti di cronaca che vedono protagoniste in negativo le donne. Ma tutto ciò non basta ancora a far scattare una serie di misure concrete a tutela dei soggetti più deboli della società. Non solo: se da una parte cresce il fabbisogno di sicurezza di chi si sente maggiormente esposto al pericolo, dall’altra vi è poca consapevolezza circa la necessità di adottare autonomamente le opportune precauzioni.

 

spray peperoncino antistupro per le donne

 

Ed ecco come un video integrale di un immigrato irregolare con precedenti penali che tenta di violentare una ragazza in una stazione ferroviaria riesce a catalizzare l’attenzione di milioni di persone, e a far scoprire improvvisamente l’utilità di uno spray antiaggressione, determinando un boom di vendite senza precedenti.

 

Ma di episodi simili, ovvero di donne e anziani che riescono a mettere in fuga gli aggressori con uno spray OC se ne contano a centinaia ogni anno in tutta la penisola. Il fatto è che a parlarne sono solo alcuni semplici articoli di giornale, passati inosservati nella maggior parte dei casi. A meno che una telecamera riesca a riprendere tutto……

 

Alessandro Farucci

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