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Donna si difende con spray peperoncino ma non funziona. Occhio a dove si acquista

Tenta di difendersi dall’ennesima aggressione violenta del marito, ma lo spray antiaggressione di cui era in possesso non funziona mandando in escandescenza l’aggressore. Non è una fake news ma un vero fatto di cronaca avvenuto poco più di un mese fa a Modena. Protagonisti una donna dell’Est Europa di 43 anni e suo marito turco di 50 anni, padre di uno dei suoi due figli e figura già nota alle forze dell’ordine per i continui maltrattamenti nei confronti della donna e per aver minacciato recentemente di darsi fuoco davanti alla caserma della città emiliana per una presunta denuncia negata.

 

E proprio quest’ultimo episodio, oltre a rappresentare l’ennesima vicenda di paura per lei e i suoi figli, ha assunto i connotati della beffa, perché nel momento in cui la donna ha cercato di difendersi con lo spray di cui era dotata, è arrivata l’amara sorpresa: dal dispositivo non è uscita la classica miscela a base di OC ma un innocuo liquido di colore rosso. Risultato? L’ira dell’uomo è diventata  incontenibile, e solo la freddezza della vittima, tempestiva nel chiamare il 112, è riuscita ad evitare il peggio. L’arrivo dei militari, minacciati anch’essi di morte, ha poi consentito di arrestare l’uomo e di far scattare la procedura prevista dal Codice Rosso, grazie alla quale la donna si trova ora in un centro antiviolenza in tutta sicurezza.

 

Donna si difende con uno spray peperoncino fasullo

 

L’episodio di cronaca narrato dimostra ancora una volta l’importanza di saper scegliere bene quando si acquista uno spray OC. In un mercato ormai saturo, dove in molti propongono in vendita questo tipo di articolo, è proprio l’affidabilità l’elemento da ricercare. Spesso e volentieri abbiamo sottolineato l’inattendibilità di molti prodotti, la cui provenienza, efficacia e qualità sono obiettivamente poco chiari, e dei quali a colpire in molti casi è proprio la convenienza del prezzo di vendita.

 

Nel caso appena citato, è molto probabile che l’acquisto da parte della donna sia avvenuto su un sito in cui i prodotti non rispettano i requisiti di legge previsti dal D.M 103/2011. Pertanto, diventa fondamentale prestare attenzione a dove si acquista uno spray urticante, indagando sulla serietà di chi lo propone, sulle sue caratteristiche tecniche e su chi lo produce, perché in caso contrario il rischio non è solo quello di arrecare danni permanenti alla persona, ma anche quello di fare cilecca e subire l’aggressione del malintenzionato con maggiore veemenza.

 

A.F.

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Sicurezza: FSP Polizia rivendica maggiori strumenti, tra cui gli spray antiaggressione

Sempre più pericoloso, bistrattato e poco riconosciuto: descrive in questo modo il lavoro di agenti della sicurezza e forze dell’ordine Fsp Polizia – Federazione Sindacale di Polizia – che chiede a gran voce maggiori strumenti tecnico-operativi tra cui gli spray antiaggressione, nonché misure normative in grado di tutelare più efficacemente l’incolumità di chi ogni giorno è impegnato a garantire libertà e sicurezza al paese.

Ciononostante, il lavoro svolto da centinaia di agenti di polizia produce risultati sempre migliori. A dirlo sono i dati del Dossier Viminale, resi noti nella tradizionale conferenza stampa di ferragosto, che dimostrano come in Italia c’è stato un calo generale dei reati nell’ultimo anno, contrariamente al numero di morti e feriti tra le forze dell’ordine che è invece cresciuto. Prendendo in esame il periodo 1° agosto 2018 – 31 luglio 2019, i dati confermano che, in tema di manifestazioni, a fronte di una diminuzione del 10,3% del totale dei cortei (passati da 11.824 a 10.609) si è avuto un aumento di quelli in cui si sono registrati feriti tra le forze dell’ordine (passati da 184 a 210, e cioè +14,1%).

 

Fsp Polizia chiede più strumenti operativi tra cui taser e spray al peperoncinoe

 

Insomma, migliora il rendimento del lavoro degli agenti di polizia ma non le condizioni normative, economiche ed operative. Chi non è più disposto ad accettare questa situazione è il Segretario Generale FSP Polizia di Stato – Valter Mazzetti – il quale ha sottolineato come quello dei professionisti della sicurezza è un lavoro ancora maltrattato, non adeguatamente riconosciuto dal punto di vista economico ed assistenziale e, soprattutto, poco rispettato.

All’atteggiamento di odio verso le forze dell’ordine bisogna aggiungere – secondo Mazzetti – il mancato rinnovo del contratto di lavoro e leggi che tutelino non solo l’integrità fisica dei poliziotti ma anche la stessa istituzione che rappresentano. Ma ancor più inaccettabile è la carenza di strumenti di difesa cosidetti “minimali” come taser, spray al peperoncino e telecamere sulle divise.

 

Alessandro Farucci

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Difendersi con lo spray peperoncino: quando a farlo (e con successo) sono gli anziani

Spesso soli e in condizioni di salute precarie, gli anziani sono in tantissimi casi vittime di aggressioni, truffe e bullismo sia in casa che in luoghi pubblici e aperti. Ed è proprio la solitudine a renderli fragili e vulnerabili, diventando così facili prede per malintenzionati e malviventi. Imparare a difendersi è un’assoluta necessità per questo tipo di persone, ed è anche a loro che uno strumento valido di autodifesa come lo spray antiaggressione si rivolge.

 

Ma pe fortuna, in Italia, c’è chi anche alla terza età ha compreso la duttilità di questo prodotto e ha imparato bene ad usarlo in caso di minaccia per la propria incolumità. Un episodio di cronaca di qualche settimana fa, ricostruito dalla Polizia di Stato e raccontato dalle più importanti testate giornalistiche, ha fatto il giro del web destando curiosità e ammirazione. E il protagonista è proprio un anziano.

 

Anziano di 80 anni usa spray peperoncino contro aggressore

 

Alle ore 3:30 di una calda notte di inizio giugno a Milano, un uomo di 81 anni in attesa del bus in Piazzale Susa, è stato minacciato con un coltellino da uno sconosciuto (probabilmente dell’est Europa) con il chiaro obiettivo di farsi consegnare tutto il contante che aveva in tasca. Ma con ogni probabilità il malvivente aveva sottovalutato il carisma e la forza d’animo della vittima, brava a capire sin da subito la pericolosità della situazione: l’anziano ha infatti reagito prontamente sfilando dalla tasca lo spray al peperoncino con velocità e spruzzando il suo contenuto nei confronti dell’aggressore, costretto a fuggire.

 

Insomma, solo la prontezza e la caparbietà del signore hanno consentito di trasformare questa brutta vicenda in un tentativo di rapina per fortuna senza drastiche conseguenze. L’episodio di cronaca, pur rappresentando un’eccezione, dimostra come questo prodotto sia effettivamente alla portata di soggetti la cui prontezza di riflessi è certamente non paragonabile a quella di persone più giovani. Proprio per questa ragione, uno strumento così facile da utilizzare e allo stesso tempo efficace, potrebbe essere una grande ancora di salvezza per migliaia di anziani che vivono da soli nelle nostre città.

 

Alessandro Farucci

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Siti di incontri: il pericolo violenza sulle donne è concreto

La violenza femminile è un fenomeno in grado di manifestarsi in diverse forme e spesso difficilmente preventivabile. Certo, è aumentata la consapevolezza del pericolo tra le donne, così come aumenta il numero di quelle che ricorrono all’uso dello spray peperoncino o ai corsi di autodifesa. Talvolta, però, può accadere che siano le stesse donne a innescare atti di violenza in maniera del tutto inconsapevole.

 

Secondo uno studio italiano pubblicato sulla rivista Aggressive Behavior condotto da Luca Andrighetto – docente di psicologia sociale all’Università di Genova – e Alessandro Gabbiadini e Paolo Riva – ricercatori di psicologia sociale all’Università Milano-Bicocca – i pericoli potrebbero arrivare dai siti di incontri. Creando una finta piattaforma di incontri online, dove partner fittizi rifiutavano richieste di interesse reali grazie ad un algoritmo automatico, gli studiosi hanno scoperto che i partecipanti maschi “rifiutati” mostravano un aumento sostanziale delle tendenze aggressive, sia verso le finte partner che nei confronti del sesso femminile in generale, arrivando addirittura ad approvare tendenze che giustificano atti sessuali verso il gentilsesso.

 

Online dating e violenza sulle donne

 

Diametralmente opposto il comportamento delle donne respinte, che non mostravano comportamenti aggressivi significativi. In altri, termini, lo studio italiano ha ampiamente dimostrato come il rifiuto sentimentale sulle App di incontri, sempre più scaricate dagli utenti, potrebbe essere l’anticamera di una violenza verbale e fisica sulle donne, specie in una società interconnessa e virtuale come quella contemporanea.

 

Fermo restando l’importanza di imparare a difendersi anche da sole, o con l’ausilio dello spray urticante o adottando tecniche di arte marziale, rimane fondamentale prestare attenzione alle condizioni in cui avvengono gli incontri nati sul web: scegliere un luogo affollato o decidere di incontrarsi durante le ore diurne, ad esempio, rappresentano semplici ma valide regole da seguire.

 

Alessandro Farucci

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Uso improprio dello spray urticante: condannata la banda di Piazza San Carlo

Poco più di 10 anni di condanna: questa la sentenza di primo grado del Tribunale di Torino nei confronti della banda dello spray peperoncino a due anni dai tragici fatti di Piazza San Carlo, in occasione della finale di Champions League tra Juve e Real Madrid del 3 giugno 2017. Detenzione, dunque, per i quattro giovani marocchini che tentarono di mettere in atto diverse rapine con lo spray OC tra le migliaia di tifosi presenti in piazza, ignari (forse) delle drastiche conseguenze che il loro folle gesto avrebbe potuto generare. Una serata che, da festa sportiva, si era presto trasformata in una tragedia con un bilancio pesantissimo di due morti e quasi 1700 feriti. Per questo, i quattro componenti della gang erano stati accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni, rapina e furto.

 

Sgominata la banda di Piazza San Carlo che rapinava con lo spray urticante

 

Al di là di come si chiuderà l’intero iter giudiziario, la sentenza del Tribunale di Torino mette in risalto due aspetti strettamente correlati che meritano una riflessione. Il primo, è quello che riguarda l’uso inappropriato di un dispositivo di difesa personale valido ed efficace. Sprayantiaggressione.it, pur essendone rivenditore sicuro e affidabile di prodotti legali, condanna fermamente questo fenomeno divenuto ormai un passatempo soprattutto per gli adolescenti, e cerca da sempre di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un suo corretto utilizzo.

 

In secondo luogo, la sentenza ha dimostrato ancora una volta come utilizzare lo spray antiaggressione per puro divertimento, oltre a scatenare situazioni di panico e terrore specie in luoghi affollati (vedi ad esempio tragedia di Corinaldo), potrebbe avere conseguenze drammatiche per la vita delle persone. Ma, soprattutto, il verdetto dei giudici ha dimostrato, se vogliamo, anche l’esistenza di una pena certa in casi come questo. Una pena che cambierà sicuramente la vita dei quattro ragazzi della gang, ma che non restituirà quella di chi l’ha persa a causa delle triste vicende di quella maledetta sera.

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Medici e infermieri: l’autodifesa arriva anche tra i reparti degli ospedali

Minacce verbali, intimidazioni e aggressioni fisiche: sono le angherie che quotidianamente subiscono migliaia di medici e infermieri durante l’orario di lavoro. Quello dei maltrattamenti nei confronti degli operatori sanitari all’interno degli ospedali sta diventando un fenomeno deprecabile sempre più diffuso, al punto che c’è chi ha pensato bene di dotarsi addirittura dello spray antiaggressione.

 

In effetti, i casi di cronaca che raccontano di aggressioni da parte di utenti e pazienti nei confronti del personale sanitario si sommano con estrema facilità negli ultimi tempi, senza considerare i tentativi di violenza sessuale subiti dalle dottoresse di guardia. E questo rappresenta davvero un grosso problema per medici e infermieri, già alle prese con evidenti carenze di carattere organizzativo, logistico e, soprattutto, numerico in molte delle nostre regioni. La vigilanza privata è un servizio non sempre presente e spesso anche costoso, e comunque non sempre in grado di garantire un livello di sicurezza adeguato.

 

aggressioni negli ospedali: medici e infermieri con lo spray peperoncino

 

Per capire la gravità della situazione basta sfogliare le pagine dei quotidiani locali. Un esempio concreto è quanto accaduto alcuni giorni fa all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania (SA), dove un pregiudicato, ferito alla mano con una motosega, ha aggredito medico e infermiere di turno senza un apparente motivo. Ancora più eclatante è l’aggressione fisica subita da una dottoressa del Pronto Soccorso dell’ospedale di Treviglio (BG) messa in atto da una donna perché stanca di aspettare il proprio turno di visita. Ma questi sono solo alcuni degli innumerevoli fatti di cronaca.

 

Un’emergenza quotidiana che medici e infermieri sono stanchi di tollerare e affrontare da soli. Per questo nei nosocomi aumentano iniziative come corsi di autodifesa, nei quali viene spiegato anche come relazionarsi per gestire al meglio queste situazioni incresciose. Ma, come detto, c’è chi ha pensato anche di dotarsi di validi strumenti di difesa personale come lo spray peperoncino. È il caso di medici e infermieri del Centro di Igiene mentale di Eboli, costretti a lavorare in un clima perennemente ostile. Una decisione forte che potrebbe sembrare una provocazione, dovuta all’immobilismo delle autorità competenti, ma che invece è dettata dall’esigenza di difendere la propria incolumità fisica e psicologica.

 

Alessandro Farucci

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Legge Legittima Difesa: meglio un’arma o uno spray peperoncino?

Con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti il Senato ha approvato in terza lettura il disegno di legge sulla legittima difesa in Italia. Un provvedimento voluto fortemente dalla Lega, contestato da parte delle opposizioni e dalla stessa ANM - Associazione Nazionale Magistrati – che la taccia di incostituzionalità. Ma cosa cambia in realtà e come si inserisce in questo contesto l’uso dello spray peperoncino?

Con la riforma sulla legittima difesa vengono apportate importanti modifiche al Codice Penale, in particolare agli artt. 52 e 55. Ma procediamo con ordine. Con la modifica dell’art. 52 comma 2 del c.p., la legittima difesa sarà sempre presunta in quanto sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. In sostanza, la modifica consente di utilizzare “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per la difesa legittima della “propria o altrui incolumità” o dei “beni propri o altrui” nei confronti del malintenzionato che si introduce con violenza o minaccia nel domicilio altrui (inteso anche come negozio, azienda ecc).

Altra modifica sostanziale è quella dell’art.55 c.p relativo all’”eccesso colposo”: è esclusa la punibilità di chi “trovandosi in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo, si difende per la salvaguardia della propria o altrui incolumità”.

 

Legittima difesa: arma o spray peperoncino?

 

La riforma, inoltre, porta anche ad un inasprimento delle pene: fino a 4 anni di carcere per violazione di domicilio, 6 anni per furto in abitazione e 7 anni per rapina. C’è poi tutto il discorso riguardante la non responsabilità civile per colui che si è legittimamente difeso (se assolto in sede penale), l’indennità al danneggiato e il patrocinio gratuito dello Stato a favore della persona nei confronti del quale è stata disposta l’archiviazione, proscioglimento o non luogo a procedere. Priorità, infine, sarà data ai processi per omicidio colposo e lesioni personali colpose nella formazione dei ruoli di udienza.

Una riforma che, dicevamo, è stata duramente contestata non solo dai magistrati ma anche dallo stesso sindacato di Polizia, per la quale l’uso legittimo delle armi è consentito solo se costretti dalla necessità provata. Tuttavia, l’utilizzo di un’arma o di qualsiasi oggetto contundente in grado di uccidere può  sempre avere implicazioni di natura giudiziaria, sociale e morale.

Anche in questo riformato contesto normativo bene si inserisce uno strumento di autodifesa legale come lo spray antiaggressione, assolutamente idoneo a tutelare l’incolumità propria e quella degli altri anche nei casi di violazione di domicilio, ma il cui utilizzo nei confronti del malintenzionato tende ad escludere qualsiasi ripercussione processuale a condizione che venga pienamente rispettata la conformità alle disposizioni di legge (D.M 103/2011).

 

Alessandro Farucci

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Uso spray peperoncino: arrivano chiarimenti del Viminale alla Camera

Lo spray peperoncino è tornato nelle ultime ore ad occupare il dibattito nelle aule delle istituzioni parlamentari. Ormai non si può negare la centralità di questo prodotto, che negli ultimi mesi ha conosciuto una diffusione massiccia tra i cittadini, ma anche una polarità impressionante per le note vicende di cronaca che lo vedono protagonista in negativo. Ed è proprio questo il punto: come abbiamo più volte sottolineato, sembrerebbe che si sia persa la percezione originaria dello spray di difesa personale, ovvero uno strumento il cui uso è consentito solo in casi di aggressione e pericolo per la propria persona.

 

Il motivo è da ricercare proprio nell’utilizzo improprio, che in alcuni casi si traduce in insulsi comportamenti di scherno, in altri in vere e proprie azioni finalizzate a commettere reati. A ricordare le limitazioni già applicate a questo strumento è stato il Sottosegretario all’Interno – Luigi Gaetti – nel corso di un’interrogazione alla Camera sulle iniziative per disciplinare le modalità di vendita degli spray OC.

 

Sottosegretario all'Interno Gaetti ricorda le limitazioni dell'uso spray peperoncino

 

Ricordando quanto importante sia questo prodotto per quelle persone (specialmente le donne) che si trovano in situazioni di pericolo, Gaetti ha voluto ancora una volta menzionare con il suo intervento in Aula quelle che sono attualmente le limitazioni a questo strumento di autodifesa già previste dal nostro ordinamento, ovvero le caratteristiche tecniche che ne conferiscono legalità e conformità al D.M. 103/2011, il quantitativo massimo di miscela, le percentuali di principio attivo contenuto nella gittata utile (non superiore a 3 metri) per non arrecare offesa alla persona, e non ultimo il divieto di vendita ai minori di 16 anni.

 

In sostanza, il Sottosegretario al Viminale ha voluto ribadire che ad essere in discussione non è l’utilizzo dello spray antiaggressione, quanto piuttosto l’uso distorto che può essere fatto e che d’ora in avanti sarà tassativamente perseguito dalle Forze dell’Ordine, soprattutto in contesti particolari. Del resto lo stesso ministro Salvini aveva in precedenza annunciato seri provvedimenti nei confronti di chi lo utilizza in maniera inappropriata, alla luce della tragedia in discoteca di Corinaldo lo scorso dicembre.

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Donne e spray urticante: si moltiplicano i corsi in Italia per imparare ad usarlo

Tornare a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla funzionalità e l’uso appropriato dello spray peperoncino legale è uno dei principali obiettivi dei tantissimi corsi di autodifesa rivolti alle donne organizzati in tutta la nostra penisola. Da nord a sud, cresce in misura esponenziale il numero di eventi destinati al gentilsesso, molti dei quali gratuiti, finalizzati all’insegnamento delle tecniche di difesa personale. L’obiettivo non è solo quello di capire come gestire con freddezza e determinazione situazioni di pericolo reale per la propria incolumità, ma soprattutto imparare ad utilizzare correttamente un dispositivo importante come lo spray al peperoncino, del quale se ne parla molto spesso con un’accezione negativa negli ultimi tempi.

  

In effetti, l’impressione generale è che la società civile di oggi lo percepisca più come strumento di offesa che di difesa. Certamente, i numerosi fatti di cronaca che vedono lo spray come assoluto protagonista in negativo non aiutano in tal senso: dalla moda demenziale di utilizzarlo ai concerti trap o rap come rito propiziatorio, alle rapine e all’impiego improprio nelle scuole e sui mezzi pubblici.

 

Corsi autodifesa femminile con spray urticante

 

Proprio per questo motivo, la mission dei professionisti della difesa personale è anche quella di far capire al mondo femminile e non, che avere uno spray OC significa poter contare su un alleato fondamentale e vincente in casi di aggressione. Non a caso, il numero di corsi in tutta Italia è più che raddoppiato negli ultimi due anni, e ad organizzarli non sono solo le palestre ma le stesse amministrazioni locali, la cui percezione del problema sicurezza dei cittadini sul proprio territorio è ovviamente più diretta.

 

Un esempio concreto è il corso di autodifesa interamente gratuito, tenutosi lo scorso 15 gennaio, organizzato dal comune di Sesto San Giovanni nell’ambito delle iniziative della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che ha fatto registrare numeri importanti in termini di presenze. Un’altra iniziativa da segnalare è “DONNASICURAmente”, ovvero un ciclo di incontri in programma in questo mese ad Arezzo nel corso del quale ci si soffermerà soprattutto sul corretto utilizzo dello spray urticante in caso di pericolo aggressione.

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Spray peperoncino: da strumento di autodifesa a prodotto mediatico

Lo spray peperoncino è sempre più al centro dell’attenzione mediatica nel nostro Paese, specialmente negli ultimi mesi. Se ne parla spesso (forse troppo) nei salotti della Tv, sui siti online di numerose testate giornalistiche, in radio e, ovviamente, sui social. Improvvisamente, l’informazione pubblica si occupa quotidianamente di questo strumento di difesa personale, analizzandone aspetti negativi e positivi, nonché i fenomeni sociali ad esso correlati.

 

Sono bastati alcuni episodi di cronaca negli ultimi mesi (l’ultimo la tragedia della discoteca di Corinaldo) a far scatenare un dibattito acceso circa la sua validità e utilità, e nell’opinione pubblica, e sui media. Insomma, ne parlano tutti. Eppure, appena qualche mese fa la parola “spray peperoncino” non era tra quelle più ricercate sul web, contrariamente a quanto accade oggi, dove commenti e discussioni si spendono facilmente: dai casi di cronaca che parlano di un utilizzo improprio delle bombolette OC nei luoghi pubblici, alle polemiche sulla necessità di commercializzarlo.

 

Dibattito spray peperoncino sui media

 

Talvolta, si ha come l’impressione che ad essere in atto negli ultimi mesi sia una vera e propria campagna di demonizzazione di questo dispositivo, divenuto anche oggetto di contrapposizione politica, tra chi ne difende la sua utilità sociale e chi lo identifica come mezzo che incita alla violenza. In altri termini, si è persa la concezione dello spray OC come un valido strumento atto a tutelare l’integrità fisica della persona in caso di aggressione.

 

Certamente, una riflessione seria sulle possibili conseguenze sociali che lo spray antiaggressione comporta soprattutto tra i giovani va fatta, così come sulla legalità e provenienza di alcuni di essi. Per questi motivi, si rende necessario oggi più che mai un intervento normativo concreto da parte delle istituzioni, allo scopo di regolamentare e rendere più restrittiva la vendita al dettaglio. Allo stesso tempo, è importante che anche l’informazione faccia la sua parte, disciplinando i cittadini a un utilizzo appropriato e necessario.

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